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April 22 Bonanza 1Dopo un mese di letargo torno a scrivere sul blog...ke dire in qst periodo so successe un po di cose...la combriccola è sempre più unita, abbiamo affrontato i 100 giorni, i soliti casini in classe, le solite uscite serali, la gita (uno sfracchiume) e ci apprestiamo alla resa dei conti...e il probl è ke stiamo messi come 7 mesi fa...ihih Per nn parlare poi di altre storie ke nn vi posso scrivere...Diciamo ke la primavera nn è iniziata male...Tornando indietro vorrei parlare un po della gita, che è stata a dir poco indescrivibile...Ricordiamo in particolare l'elicottero, Annalisa, il pullman con i sedili x i bambini dell'asilo, la super coppia Carletti-Zac, la discoteca + piccola della mia camera, le sciabole e se mi scordo qualcosa potete dirmelo...ah vabbe si dimenticavo...io e mat abbiamo vinto 500 euro al gratta e vinci...ahauahauahaauahauahauaha
Vabbe per concludere vi lascio con un altra storia del Liga, visto ke almeno quelle le leggete volentieri...tenete botta sto periodo ke sarà dura...asd...alla prossima
Ce ne approfittavamo di Bonanza. Va detto. Si ingoiava troppo per ciò che vedeva al Politeama. Arrivava sempre vestito come il Brando del Selvaggio. Ma sotto il culo aveva un Galera 50. Comunque arrivava, vi dicevo, motorino sul cavalletto a bordo portici, camminata di rimbalzo, abbondanti grattate di maroni, acquisto di tre sacchetti di semi di zucca dal vecchio quasi omonimo Bonaccia che pioggianevetempesta piantonava l’ingresso del cinema col suo cesto di vimini, raggiungimento sempre di rimbalzo della biglietteria, richiesta perentoria di <1 galleria> per il corrispettivo di 1 mila, sguardo di sfida con la maschera allo strappo del biglietto, raggiungimento della prima fila della galleria (rimbalzo sempre presente), stravaccamento con appoggio piedi sulla transenna, inizio nevicata gusci di semi di zucca in platea, partenza immedesimazione di Bonanza. Che, come avete capito, arrivava con parecchi film alle spalle. Era però difficilissimo spiegargli che appena fuori, gia sotto i portici, nn c’erano praterie o corse all’oro o accampamenti indiani o licenza di uccidere o dottorizivago o sporchemezzedozzine o bighe romane o falconi maltesi o alieni verdini o ginelollobrigide. Perché lui li vedeva. E allora chi di noi non lo sfidò mai a duello? Andava così: <Bonanza, io sono pronto!> <Coltello o pistola?> lui chiedeva con gli occhi socchiusi come Clint Eastwood a mezzogiorno. Tu sceglievi l’arma e poi andavi in piazza con lui e gli spettatori del caso. Appena li lo vedevi farsi dirigere da Sergio Leone, muoversi con lentezza epica, porgendo un concentratissimo profilo ad un immaginaria macchina da presa, fischiando per la testa uno dei carillon di Morricone, portandosi la mano sulla fondina e sgranchendosi le dita con movimenti quasi impercettibili. Ti fissava con l’aria di compatimento di chi pensa <che sfiga ti è capitata> e aspettava che fossi tu a fare la prima mossa. Può darsi che sentisse anche le inevitabile campane o il martellare del becchino o quello del maniscalco, ma niente gli toglieva la concentrazione. Perché non appena tu fingevi di arrivare alla tua fondina... ...lui si buttava a terra estraendo la sua pistola giocattolo e cominciava a rotolare su se stesso, pozzanghere o no, urlando agli altri <al riparo> e facendo un playback infernale neanche la sua colt fosse stata un bazooka. Tu, comunque, dovevi morire. Perché lui potesse, rialzandosi, soffiare sulla canna della rivoltella, beccarsi applausi e fischi, rimbalzare fino al saloon vicino strisciando speroni invisibili e pagare a tutti. Ecco la nostra fatica per scroccare un goccio.
(tratto da Fuori e dentro il borgo di Luciano Ligabue) |
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